Alcuni video/interviste/conferenze
sulla
Mistica speculativa medievale

 

 

Un particolare vetrata
Chiesa san Giovanni Ev. – PEREGO (Lc)

Omelie 2024 di don Giorgio
Pasqua nella risurrezione del Signore

(…) «La Grazia è già Risurrezione, che è Luce, ovvero Grazia: ogniqualvolta ci fa rinascere, dopo che abbiamo fatto morire quell’ego prepotente che ostacola ogni possibilità di dialogare con il Divino. Ho detto “possibilità”, sì perché il peccato più grave che possiamo commettere non è tanto un atto o un gesto che viola chissà quale legge, ma è mortificare le “possibilità” divine, che sono infinite.
Da mortificare invece dovrebbe essere l’ego, che deve morire, se vogliamo che la Grazia Luce ci faccia rinascere. Ogni giorno è rinascita, se ogni giorno ci apriamo alla luce della Grazia divina». (…)

L’editoriale di don Giorgio
Pasqua e resistenza 

… «E il Risorto in realtà quale pace aveva promesso ai discepoli? Se tra i beati ci saranno anche i pacifici, ovvero gli operatori della pace, Cristo dirà anche: «Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi, per causa mia». Operare per la pace significa allora resistere al male, opporsi al maligno, senza cedere mai, senza mai alzare bandiera bianca, senza venire a patti col Diavolo.
La qualità specifica del credente è la resistenza, ovvero contribuire con il Risorto a realizzare il Disegno del Padre in questo mondo, con una lotta a oltranza fino a quando resterà anche una sola zolla nelle mani del Maligno». (…)

Omelie 2024 di don Giorgio
Domenica delle Palme 

Ma ecco la Sorpresa divina, che è umanamente sconvolgente, contro ogni logica umana.
Mentre nel nostro immaginario il male, ogni male, deve essere castigato da Dio, in realtà il male produce veleno che scatena distruzioni, violenza e morte per se stesso. Il male, in altre parole, si autodistrugge.
Così il “servo di Dio”, il giusto sottoposto ad ogni angheria, proprio nella sua sofferenza, fisica, morale e intellettuale, per non dire teologica (abbandono apparente di Dio stesso), sofferenza che è sempre un male, crea in ogni caso l’antidoto al male.
In breve, possiamo dire che più si soffre per ingiustizie più si dà al mondo una speranza inaspettata: Gesù proprio soffrendo ingiustamente, ha cambiato i destini del mondo ed anche i nostri itinerari.

L’editoriale di don Giorgio
Caro Carlo Maria, forse dovevi spingere di più… 

… “Vorrei riflettere su alcune dichiarazioni che Carlo Maria Martini ha rilasciato nel suo libro di confidenze e confessioni: “Colloqui notturni a Gerusalemme”. Dichiara: «Un tempo avevo sogni sulla Chiesa. Una Chiesa che procede per la sua strada in povertà e umiltà, una Chiesa che non dipende dai poteri di questo mondo. Sognavo che la diffidenza venisse estirpata. Una Chiesa che dà spazio alle persone capaci di pensare in modo più aperto. Una Chiesa che infonde coraggio, soprattutto a coloro che si sentono piccoli o peccatori. Sognavo una Chiesa giovane. Oggi non ho più di questi sogni. Dopo i settantacinque anni ho deciso di pregare per la Chiesa».

Omelie 2024 di don Giorgio
Quarta di Quaresima 

…«Lo riconosco: invidio quel cieco, perché mi è sempre di stimolo ogniqualvolta mi sento un po’ giù: un esempio di lucidità mentale, di coraggio, ancor prima del dono della fede.
Ed io che credo con gli occhi dello Spirito mi dovrei rassegnare?
“Fuori”, c’è sempre un Cristo ad attendermi».

L’editoriale di don Giorgio
Quaresima, penitenza, conversione e luce 

…«Infine, nel titolo ho aggiunto la parola “luce”. Non si può concepire una Quaresima come un cammino al buio: si va verso la luce. Già la Croce è avvolta nella Luce, il Crocifisso è nella Luce. Così Giovanni vede il Calvario, già premessa della Risurrezione.
La Quaresima è un cammino di luce verso la luce: la nostra scintilla interiore si riattiva proprio nel distacco quotidiano dalle cose inutili. E allora diciamo che ogni mortificazione è far morire tutto ciò che copre la scintilla interiore. Già Platone diceva che la filosofia è “un esercizio di morte”, ovvero un continuo distacco dal carnale per ridare all’anima il suo splendore.
E allora dalla Quaresima non usciremo malconci, in attesa di riprenderci magari subito dopo Pasqua con qualche bella scampagnata tonificante. La Quaresima è un “esercizio di morte” per rinascere ogni giorno dell’anno».

Omelie 2024 di don Giorgio
Terza di Quaresima
L’editoriale di don Giorgio
La conversione nel Mito della caverna di Platone

…«È importante notare che, secondo Platone, il processo di acquisizione della conoscenza ha una natura qualitativa, non quantitativa. Il filosofo che esce dalla caverna non aumenta le proprie conoscenze, bensì le rende più chiare, più vicine alla realtà. Se prima conosceva solo le ombre delle cose, piano piano impara a conoscere le cose reali, e poi le idee (che, secondo Platone, sono ciò che di più reale ci sia).
Un altro aspetto su cui bisogna soffermarsi è lo statuto etico del processo di conoscenza. Acquisire conoscenza vera, secondo l’allegoria della caverna, è una liberazione. Conoscere solo le ombre, cioè solo le opinioni, è come essere prigionieri. Il filosofo, conoscendo la realtà, le idee e il bene, conquista la libertà e la felicità»…

Omelie 2024 di don Giorgio
Seconda di Quaresima

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